Può sembrare un’operazione banale e anche di poco conto, ma la giusta regolazione dell’altezza del sellino è fondamentale per pedalare salvaguardando le ginocchia e facendo meno fatica. Andando in giro non è raro vedere ciclisti col sellino all’altezza sbagliata, quasi sempre troppo in basso. Al di là della maggiore fatica che fate ne risente anche l’estetica. Il ciclista col sellino troppo basso pedala appallottolato, quasi rattrappito sulla sua bicicletta in una posizione semifetale che non permette il giusto dispiegarsi delle energie. Pensatelo come una pianta in un vaso troppo piccolo o un pesce in una boccia. In più dà l’impressione di essere un eterno incompiuto. Viceversa se il sellino è messo alla giusta altezza la gamba distesa è slanciata come l’indole di chi pedala allegramente, la postura più elegante, la pedalata più piacevole e trasmette al ciclista più sicurezza e a chi lo vede la sensazione di un’opera d’arte in movimento che nuota sicura nel flusso del traffico. Se pensate che mi soffermi su tale descrizione perché ho a cuore il vostro aspetto estetico vi sbagliate, lo faccio perché se ve ne state appallottolati sul sellino nessuno vedendovi avrà voglia di emularvi, perché nessuno vuol sembrare una specie di polpetta a pedali: i motorizzati continueranno a ritenere la bici una cosa da sfigati. Ogni colpo di pedale dato col sellino troppo basso sarà un colpo che infliggete alla diffusione della bicicletta, un’auto in più che parcheggerà sulla vostra ciclabile, una nube di smog sul futuro del pianeta e dei vostri figli. Viceversa la gamba slanciata provocherà in chi vi vede una voglia di emulazione e anche un pizzico d’invidia. Col sellino alla giusta altezza faticherete meno e conserverà le vostre ginocchia in salute per sempre, ma servirà soprattutto a fare nuovi adepti alla chiesa di Santa Graziella e a portare le masse verso il sole  dell’avvenire ciclistico. Ogni volta che alzate e abbassate le gambe si allungheranno le ciclabili, le auto diminuiranno, gli scooter saranno più silenziosi. Il futuro dipende dall’altezza del vostro sellino.

Ora che sapete quale missione può essere compiuta semplicemente allentando un dado e che può cambiare irrimediabilmente il futuro del pianeta siete pronti per le istruzioni: in primo luogo il sellino deve essere orizzontale, parallelo al suolo. Se lo inclinate in avanti sentirete le braccia affaticarsi, se lo inclinate all’indietro un intorpidimento delle parti basse in generale. Come altezza invece una prima regolazione la potete ottenere ponendovi affianco alla bici: il sellino deve arrivarvi grossomodo alla cintura. Bloccate il sellino, montate in sella ed appoggiatevi con una mano a un muro o a qualunque cosa: col pedale nel punto più basso la gamba deve essere quasi completamente distesa oppure appoggiando il tallone la gamba deve essere completamente distesa. In ogni caso dopo aver fatto queste regolazioni pedalate un po’ con le chiavi in tasca, fermatevi di tanto in tanto e fate gli ultimi aggiustamenti di rito. Anche mezzo centimetro fa la differenza.

Ultimo consiglio: se avete l’abitudine di togliere il sellino per paura che ve lo rubino fate una tacca con un coltello nella parte posteriore del tubo reggisella: in questo modo già saprete dove posizionarlo quando lo andrete a rimontare.

Immagine di Piermario sotto questa licenza CC