Il mio fido ciuccio di fatica, la Rove 2016, con borse da bike packing apidura e ortlieb, tre portaborraccia, copertoni Schwalbe Marathon Mondial e pacco pignoni 11-36.

12 Agosto Roma Ancona

Sveglia all’alba tragica, vado a prendere il treno delle 5:45 per Ancona. Ho preparato tutti i bagagli e la bici dal giorno prima e faccio abbastanza in fretta. Il viaggio fino ad Ancona scorre senza particolari scossoni, mi dedico al cellulare e in misura minore all’ereader. Rispondo a un bel po’ di messaggi di auguri (è il mio compleanno). Arrivato ad Ancona faccio il check in e vado in porto. Una colazione veloce e mi piazzo sotto una tettoia all’ombra dove aspetto l’arrivo del traghetto. Faccio amicizia con una famigliola: Michela, Riccardo e una coppia di bambini, Jacopo e Alice. Ammazziamo il tempo. Salito sulla nave mi procuro un tavolo sul ponte con piscina. Vedo passare Michela con Alice, le chiamo e poi veniamo raggiunti dagli uomini di casa. Il traghetto parte in ritardo. Stiamo insieme chiacchierando fino a sera. Gioco un po’ coi bambini. Ceniamo anche assieme e poi ci separiamo. Ahimè sembra che ogni posto che io scelga per dormire non vada bene e vengo svegliato e fatto spostare due volte dal personale di bordo.

13 Agosto Igoumenitsa Perdika

La prima alba greca. Il porto di Igoumenitsa, la nave che si vede è il traghetto che ho preso.

La sveglia arriva presto da parte degli altoparlanti, sembra pure che abbiamo recuperato un po’ del ritardo. Inizio subito a pedalare e la sensazione è strana: due anni fa avevo terminato il mio viaggio proprio ad Igoumenitsa e a riprendere proprio dallo stesso punto mi sembra quasi di continuare lo stesso viaggio. Decido di passare per la strada costiera anche se la strada interna presenterebbe pendenze minori. Mi fermo di tanto in tanto per fare qualche foto. I saliscendi li affronto senza particolari patemi. Mi fermo al primo punto dove posso far colazione. Trangugio un paio di cornetti e un caffè per poi rimettermi in viaggio. Non avendo voglia di di fare tapponi enormi decido di fermarmi dopo meno di 40km, vicino Perdika. Un campeggio piccolo, ma affollato, una spiaggetta carina. Mi fiondo in spiaggia e appena entro in acqua mi rendo conto di aver lasciato gli occhialini da piscina in tenda. Mi volto e in acqua trovo una buona maschera da sub con boccaglio.

L’ottima maschera che ho trovato in acqua. Da notare l’asciugamano ancora pulito. 🙂

La provo subito e non è difficile scorgere qualche pesce. Faccio un po’ di apnea, ma a parte cefali, ope, ricci e qualche altra cosa non si vede nulla di particolare. Passo per la taverna del campeggio per pranzo. Leggo, dormo, assisto a una scena di caccia: un calabrone ha la meglio su una mantide, poi si mette alacremente a lavorare su di lei, credevo la stesse mangiando invece a un certo punto vola via con la testa, il torace e le chele. Il resto della mantide continua a muoversi per svariati minuti anche senza testa.

Aspetto il tramonto in spiaggia, mi faccio una doccia e vado a cena. Poi libro.

Il più classico dei tramonti.

La tranquilla spiaggetta sotto il campeggio.

14 agosto Perdika

Decido di non partire e passare un’altra notte qui. Ora come ora ho bisogno di relax. Vado subito in spiaggia, leggo e quando l’acqua si è fatta sufficientemente calda prendo la maschera per esplorare un po’ i fondali. Sebbene sia sceso anche a 5-6m non ho visto nulla di particolare. Tante stelle marine, un polpo, uno strano pescetto che assomigliava a uno scalare. Mi dicono che potrebbe essere un avannotto di guarracino. Subito dopo pranzo incontro Antonio, abbiamo fatto l’eroica assieme nel 2010. Provo a dormire un po’ in spiaggia, ma vengo svegliato da alcuni ragazzini connazionali dall’accento nordico che parlano (eufemismo) a voce decisamente alta. I genitori, incrociati prima alla taverna, non erano da meno. La giornata in spiaggia passa lenta, mi vedo con Antonio e Giulia per un rapido aperitivo, poi cena. Domani mi muovo.

15 agosto Perdika Kastrosikia

Non so perché, ma mi sveglio alle quattro del mattino e non riesco più a prendere sonno. Mi giro e mi rigiro in tenda, poi alle sei mi alzo e mi inizio a preparare tanto vale pedalare col fresco. Mi tocca però aspettare che apra la reception e perdo mezz’ora. Inizio subito con una buona serie di dislivelli, al primo paesino mi fermo a far colazione. Un forno è il posto ideale. Passo per Parga, suggestivo ma affollato borgo. Vado oltre in fretta. Finite le salite comincia il caldo e inizio a meditare dove fermarmi. Trovo un primo tratto di spiagge affollate che non mi ispirano molto. Decido di andare oltre e la scelta si rivela vincente. Inizia un tratto di spiagge e dune che sembrano poco popolate. Decido di fermarmi al primo campeggio, che sarà nei pressi di Kastrosicla un paesino che sembra fatto solo di case che si fittano ai turisti, due minimarket e un ristorante. Il campeggio in compenso è molto carino e più economico del primo. Monto la tenda, mangio qualcosa e mi metto in tenda a recuperare qualche ora di sonno. Poi scendo in spiaggia, leggo come al solito, faccio due passi nella pineta sulle dune. Aspetto il tramonto in spiaggia, mi piace tantissimo.

A cena incontro una famiglia tedesca che avevo incrociato nell’altro campeggio. Visto che tutti i tavoli sono pieni li invito al mio. Molto simpatici, la cena scorre via tra una chiacchiera e l’altra. Alla fine mi offrono la cena.

16 agosto Kastrosicla

Piove. Mi sveglio col cielo grigio, ma si capisce quale sarà l’andazzo. Sistemo la tenda e cerco di proteggere tutto dalla pioggia imminente. Dopo un po’ inizia a piovere e sono io a bagnarmi. Ci rifugiamo in molti sotto la tettoia del ristorante, ordiniamo caffè, chi legge, chi scrive, chi gioca coi bambini. Le piogge estive quando si è in vacanza sono sempre questo: un disperato tentativo di ammazzare il tempo. Io continuo a leggere guerra e pace, scrivo qualcosa, soffro un po’ il freddo. Sbircio qualche ragazza carina qui sotto la tettoia aspettando la scusa per attaccare bottone. Consulto le previsioni del tempo. Pianifico le tappe successive. Bestemmio contro il WiFi che non funziona. Consulto le guide turistiche di wikiguide (scaricate in locale con osmand). Sento qualcuno su whatsapp. Chiedo consigli sui posti da visitare. In realtà mi rompo le palle. Per fortuna dopo un po’ smette di piovere e faccio una lunga passeggiata su questa spiaggia bellissima incastrata tra la gariga e il mare. Al ritorno mi fermo a mangiare qualcosa: sappiate che la moussaka è in realtà un arma di distruzione di massa. Di solito digerisco anche le pietre, ma questa cosa ce l’ho sullo stomaco fino a sera.

La bella spiaggia di Kastrosicla dopo il temporale.

Panoramica della spiaggia.

Un altro tramonto a Kastrosicla.

Itinerario della prima tappa. Click sull’immagine per la mappa interattiva.

Itinerario della seconda tappa. Click sull’immagine per la mappa interattiva.