Ho approfittato del ponte del due giugno per fare questo giro che avevo in mente da un po’. Il giro pianificato in partenza era un po’ diverso, ma si sa che gli itinerari di viaggio sono fatti per essere cambiati. Configurazione della bici, la fida Kona Rove,

decisamente leggera e veloce e colgo pure l’occasione per testare le nuove borse ortlieb da bike packing in particolare la handlebar pack e la accessory pack. Ambedue promosse a pieni voti. La prima tappa sarà la più breve, ma anche quella col dislivello maggiore, 90 km (più 5km di salita extra per aver spento il GPS, “tanto ormai è tutto dritto”). La prima parte scorre in fretta, piatta o poco più e senza panorami di sorta. L’aspetto notevole è che instradato dagli ormai insostituibili OSMAND e Brouter vengo dirottato abbastanza in fretta su strade secondarie e per quasi tutto il viaggio non incontro auto. Dopo un po’ i primi scorci interessanti.

Vicino Calitri Terme

Vicino Calitri Terme

Si sale per un po’ e va detto che si attraversano strade rurali.

image

Cartello stradale a Valva

Breve pausa pranzo, riposino sotto una pianta di amarene e accendendo il GPS mi accorgo di aver sbagliato al primo bivio dopo aver spento il GPS. È stato forse il tratto di salita più duro del viaggio. Continuo a pedalare immerso nel verde.

image

E posso garantire che di verde ce n’era tanto davvero. Continuo a non udire  auto ed è una cosa davvero piacevole. Quando mi fermo per scattare delle foto mi rendo conto che il rumore più forte è quello dei miei copertoni sull’asfalto. I programmi che uso per calcolare i percorsi non hanno come criterio quello delle strade poco trafficate, ma in una maniera o in un’altra il risultato è sempre quello. Sarà perché alla fine le strade più convenienti per le auto sono state costruite con pendenze maggiori, tanto ci pensa il motore a tirar su l’auto, mentre quelle “per le bici”sono quelle più vecchie, più strette e con meno pendenza. Sta di fatto che non è la prima volta che finisco su strade così piacevoli e poco trafficate.

image

Poi alla fine riesco anche a passare il confine ed arrivare in Basilicata.

confine Campania Basilicata

I 5km di salita extra si fanno sentire tutti insieme sull’ultimo tratto che faccio per scalare il Vulture prima di scendere in quello che una volta era un cratere e adesso è occupato da due laghetti.
Arrivo che c’è ancora luce, e la prima cosa che noto sono delle microscopiche rane

image

Piazzo la tenda, mi godo il panorama al tramonto e me ne vado a cena.

image

Tornando prima vedo un minuscolo animaletto, una specie di opossum in miniatura color scoiattolo, poi incontro lui.

image

Invece il panorama al mattino era questo. C’è anche un cigno.

image

Qui trovate la seconda tappa.